10 tecniche per la lavorazione del marmo

  • lunedì, ottobre 16, 2017

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Il marmo è una delle pietre pregiate più utilizzate in edilizia. La tipica superficie lucente, le venature e la delicatezza delle tonalità di colorazione fanno del marmo, insieme al granito, il materiale ideale per il rivestimento di superfici in ambienti sofisticati ed eleganti, per fini artistici e per elementi architettonici interni ed esterni.
Tanto bello, quanto delicato: il marmo è particolarmente suscettibile all’aggressione degli agenti chimici e atmosferici, che deteriorano la sua superficie facendogli perdere lucentezza, fino a minarne il suo naturale splendore.
Nelle attività di manutenzione ci si trova spesso di fronte a pavimenti, opere scultoree e rivestimenti usurati, ma dal fascino e dalla valenza estetica ancora intatti.
Gli interventi per il recupero di oggetti in marmo sono di diversa natura e dipendono dalla sua consistenza, dal suo stato di conservazione e dal problema che è stato riscontrato.


Lucidatura

Una lavorazione indicata per interni, tramite l’uso di macchine automatiche che lucidano la superficie con l’azione abrasiva di grane, grosse o particolarmente fini a seconda del piano da trattare. Permette al pavimento di recuperare brillantezza, eliminando degrado e porosità. In esterni è poco efficace per il semplice fatto che a causa delle piogge acide i risultati durerebbero poco tempo.

Levigatura

Indicata sia per interni che per esterni, visto che la superficie levigata resiste alle piogge acide senza essere intaccata in modo evidente. Questo trattamento dona al marmo un aspetto satinato, su cui non si vedono riflessi e non ci si specchia.

Spazzolatura

Serve per dare al marmo un aspetto antico e lavorato, generando una superficie a buccia d’arancia tramite particolari mole in materiale plastico-abrasivo. Particolarmente indicata in esterni, per le strutture a cui si vuole dare un look “invecchiato”.

Bocciardatura

Crea una superficie leggermente corrugata, conferendo un aspetto simile al materiale naturale non trattato. Oltre che per finalità estetiche viene eseguita (con macchinari che picchiano con delle punte sulla superficie dell’oggetto) per dare ai piani la proprietà antiscivolo. Non tutti i marmi sopportano l’impatto di questa lavorazione.

Fiammatura

Usata per la lavorazione e la manutenzione dei rivestimenti delle facciate di palazzi d’epoca, la fiammatura tramite uno shock termico - è infatti eseguita con cannelli ossidrici ad altissima temperatura, 2500-3000° - conferisce al marmo un aspetto a spacco naturale spazzolato, molto bello a vedersi.

Rullatura

Serve per rigare la superficie, dando un particolare aspetto apprezzato sia nelle pareti interne che nei pavimenti esterni, viste le caratteristiche antiscivolo di tale lavorazione. La rullatrice dentata, ruotando ad alta velocità sulla superficie, imprime righe più o meno marcate e profonde.

Acidatura

Il marmo viene immerso in una vasca di acido per ottenere un aspetto simile alla spazzolatura, ma ancora più vintage e invecchiato, soprattutto se prima dell’acidatura l’oggetto è stato trattato con bocciardatura o sabbiatura.

Sabbiatura

Un’apposita granigliatrice spara sul marmo con un potente getto ad aria compressa aria e sabbia, fino a conferirgli una satinatura particolarmente marcata. Vista la potenza del getto, non tutti i marmi possono essere trattati in questo modo, certamente non quelli troppo teneri o con buchi eccessivi.

Burattatura

Dona al marmo un aspetto consumato. Con questa lavorazione vengono manipolati blocchi di marmo di dimensioni ridotte, visti i costi molto elevati. Dopo la burattatura l’oggetto può essere trattato con vernici speciali in modo da restituirgli lucidità.

Spuntatura

Lavorazione che può essere eseguita sia a mano, sia in fabbrica con apposite macchine. Conferisce un aspetto molto rustico, generalmente è utilizzata per davanzali e altri elementi architettonici esterni. Con la spuntatura è anche possibile imprimere sulla lastra caratteristici disegni. Poco economica, forse, ma di sicuro effetto.

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